Gli aneddoti, La protezione del patrimonio artistico di Brescia

I tesori di Brescia al riparo dalle incursioni aeree

10 giugno 1940: l’Italia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna. Se già negli anni ’20 le autorità avevano preso in considerazione misure di protezione del patrimonio artistico in caso conflitto, con la dichiarazione di guerra annunciata da Benito Mussolini l’esigenza di prendere misure concrete diviene reale e assolutamente urgente. Le Soprintendenze si attivano quindi in tutta fretta per proteggere sia i monumenti sia le opere d’arti mobili e il patrimonio bibliografico.

Nel caso di Brescia ci si adopera al fine di proteggere monumenti come la chiesa di Santa Maria dei Miracoli (protezione della facciata) e di allontanare dal capoluogo tutto ciò che era trasportabile.

Dove vengono trasferiti i tesori bresciani? Alessandro Squinzi (direttore degli Istituti culturali di Brescia) e Ugo Baroncelli (direttore della Biblioteca Queriniana) pensano immediatamente a Villa Fenaroli, situata a Seniga. Squinzi e Baroncelli (che oserei definire i Monuments men* bresciani) fanno sì che in pochi giorni l’edificio ospiti parte del patrimonio bresciano così come tante altre opere lombarde. Tuttavia mancano all’appello diversi capolavori rimasti in città presso la Biblioteca Queriniana, il Broletto, nei musei o più semplicemente in edifici privati. Si aprono quindi le porte di Villa Lechi ad Erbusco, del convento dei Carmelitani Scalzi di Adro, del collegio missionario di Rodengo-Saiano e della Casa del bibliotecario di Lonato del Garda (Fondazione Ugo da Como).

Nel 1943 le incursioni aeree alleate non avevano ancora preso di mira Brescia e nel frattempo i tedeschi occupano il suolo italiano. La requisizione di Villa Fenaroli impone lo sgombero delle opere d’arte che sono trasferite sia a Erbusco sia nei sotterranei del castello sforzesco di Milano (per poi essere spostate nei depositi presso il lago Maggiore). Con l’istituzione della Repubblica Sociale di Salò, alcuni ufficiali della Guardia nazionale repubblicana, incuranti del pericolo rappresentato dagli attacchi aerei, fanno prelevare dai depositi i quadri dei Civici musei al fine di abbellire alcune ville ai piedi dei Ronchi. Anche Villa Lechi di Erbusco e il convento di Saiano subiscono la stessa sorte. I tesori sono così trasferiti presso altri edifici religiosi della provincia e nei depositi della Soprintendenza situati a Bellagio, Lesa e sull’Isola Bella. Nel novembre del 1943 diviene operativa una commissione tedesca chiamata “Abteilung Kunstschutz” che collabora efficacemente con le autorità locali impedendo soprattutto la requisizione degli edifici utilizzati come rifugio delle opere d’arte.

Le straordinarie opere d’arte mobili del territorio bresciano vengono così sottratte alla furia delle undici incursioni aeree che si abbattono sulla città a partire dal 14 febbraio 1944, infliggendo pesantissimi danni al suo patrimonio monumentale.

La presente tematica è affrontata nel documento intitolato “Il destino del patrimonio artistico bresciano durante la seconda guerra mondiale” della dott.ssa Carlotta Coccoli che ringrazio, come sempre, per l’ispirazione.

Visita gli edifici bresciani dove furono depositate le opere d’arte:

Villa dei Conti Lechi (Erbusco)

Villa dei Conti Lechi (Erbusco)

*La figura dei Monuments men è stata omaggiata nel film omonimo di George Clooney tratto dal libro The Monuments Men: Allied Heroes, Nazi Thieves, and the Greatest Treasure Hunt in History. Ascolta la colonna sonora del film composta dal premio Oscar Alexandre Desplat:

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